[ giovedì, 22 giugno 2006 ]


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Come volevasi dimostrare

 

 

Hola.. Purtroppo la considerazione portata avanti da Giovanni Sartori sul Corriere, dove sosteneva la parzialità degli spot televisivi che avrebbero dovuto informare sul referendum, si è rivelata legittima. È di ieri la notizia del deferimento di Mediaset per la pubblicità parziale e, dunque, distorta e ingannevole che è stata fatta al referendum. Inutile dire che gli spot in questione sembrassero usciti dall’ufficio marketing del Polo.. Ma io mi chiedo.. È tollerabile una cosa come questa? Pensiamoci un attimo.. Sono state usati dei canali, tre per la precisione, di proprietà della stessa persona, per fare disinformazione. Su tre reti, per una settimana, è andato in onda uno spot scorretto, falso e bugiardo in quanto parziale. Illustrava il referendum nascondendone molti aspetti, mettendo in mostra solo quelli che fanno colpo sull’opinione pubblica: in particolare, la riduzione dei parlamentari. È un fatto gravissimo. Questa è manipolazione dell’informazione per scopi politici, è un aspetto osservabile solo in un regime! E la stanno facendo passare come una cosa di poco conto, quasi normale.. Come può essere normale un’informazione distorta, che mistifica la verità delle cose, e orienta l’elettorato verso la parte prescelta, annebbiandogli la vista? È davvero inaudito, la sento come una cosa sconcertante.. Ma allo stesso tempo non c’è né in tv, né sui giornali, né dai politici, né attorno a me lo sdegno che avrebbe motivo di essere espresso.

 

 

Pericolo.

 

 

Ah.. Come prima delle ultime elezioni politiche, ecco il cavaliere lasciarsi andare a incitazioni insensate per andare a votare sì al Referendum.. Questa volta ha utilizzato una parafrasi, forse per evitare il clamore suscitato dal "Coglione chi vota a sinistra" due mesi fà.. Ecco cosa è stato capace di esternare, con la sua consueta eleganza: “Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla riforma Costituzionale". Complimenti.. Quindi io sarei un italiano indegno, oltre che coglione. Ma davvero ci meritiamo uno così in Parlamento? Dio... 


kenigma // 15:24 // commenti (4)


[ martedì, 20 giugno 2006 ]


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Ciao.. posto una mia riflessione sul referendum ormai imminente.
Prendo spunto da un editoriale di Curzio Maltese, uscito su La Repubblica di venerdì 16 giugno. Parte dalle parole di Bossi, reo di aver pronunciato un messaggio grave, anzi gravissimo, inquietante. Il succo è questo: se il referendum non andrà bene, agiremo anche seguendo vie non democratiche. Una frase simile lascia sgomenti, rimanda la mente a scenari da guerra civile. È davvero questo ciò che vuole il senatur? La devolution per forza, con la forza? Và ricordato che lo stesso Bossi, pochi giorni prima, aveva auspicato il via a un dialogo in caso di sconfitta del “Sì”, per poi ritornare sui suoi passi in tale maniera.
 
La sua è un’uscita inammissibile in un paese democratico, a cui la stampa a mio dire avrebbe dovuto dare ben più risalto. Anche perché sa molto di regime, sembra provenire da quel sottofondo autoritario che, a quanto sembra, in Italia esiste ancora, come sostiene sempre Maltese nel suo editoriale. Pensate se, a dire una cosa simile, fosse stato Diliberto, o Bertinotti.. O D’Alema. Apriti Cielo, si sarebbe parlato di golpe rosso, o chissà quale altra espressione coniata dagli instancabili parolieri dell’ufficio stampa di FI. Questa affermazione non è stata stigmatizzata a dovere, anzi, c’è chi, e mi riferisco al cavaliere ( rigorosamente con la c minuscola), difende l’esternazione. Tutto ciò è un pericolo per la democrazia italiana. Sembrano rigurgiti di fascismo, della peggior specie.
 
Soprattutto se giustificati anche dall’ex premier, la persona che in 5 anni di governo non ha fatto altro che cercare di cambiare l’Italia intera, in peggio, cercando l’approvazione dell’opinione pubblica con atteggiamenti populistici e promesse mai mantenute ( e portando i conti pubblici allo stato ora facilmente osservabile). Grazie al berlusconismo che ormai pervade buona parte della penisola, abbiamo avuto la possibilità di sperimentare un monopolio comunicativo, con la scomparsa totale dalla tv della satira intelligente e un’informazione sempre più vacua e vuota. E ora, con il referendum proposto, si cerca di arrivare allo smembramento di più di un terzo della Costituzione, con argomenti amati dal cavaliere ( più poteri al premier in carica) e dal senatur ( federalismo e devolution).
 
Una riforma che sa di miscela esplosiva, capace di spaccare l’Italia in maniera inconcepibile, e che viene proposta all’opinione pubblica come una semplice serie di cambiamenti, senza approfondire l’argomento nella giusta maniera. A proposito, basti guardare gli spot informativi che in questi giorni appaiono sulle nostre tv: in particolare, quelli trasmessi da mediaset. Sembrano, come fa notare Giovanni Sartori in un editoriale sul Corsera, progettati dall’ufficio marketing della Cdl. Nei 2 minuti di media occupati da queste trasmissioni, il referendum viene rappresentato come un mezzo per diminuire il numero dei parlamentari, favorire il federalismo e ridistribuire i poteri delle Camere. Una pazzia. Non una parola sugli altri aspetti della riforma, che eppure cambierebbero la vita di tutti gli italiani. Una scelta discutibile, preoccupante, se si pensa poi a chi ha il controllo di quelle reti.. La stessa persona che ora cerca di trasformare il referendum in una nuova sfida tra destra e sinistra ( a ruoli capovolti rispetto alle concezioni classiche: la destra, solitamente conservatrice, appare come il motore riformista, e la sinistra, che la storia vuole fautrice di cambiamenti, auspica che le cose restino come sono), cercando di mobilitare l’elettorato non verso una scelta ponderata, che tenga conto delle possibilità e conseguenze date dall’attuazione o meno della riforma, ma a un parere esclusivamente di parte, per la fazione verso cui si è orientati politicamente. Una mossa subdola, una delle tante a cui purtroppo siamo stati abituati in questi anni.
 
 
Ora, tutto questo a me sa di propaganda. E non mi piace affatto. Se si unisce il tipo di informazione fornita agli strali emessi da Bossi e dal cavaliere, il quadro che si ottiene è pessimo, ed evoca scenari da ventennio, fortemente negativi. Ed è per questo che bisogna parlarne, e condannare certi atteggiamenti. Il modo migliore per permettere l’ascesa di un regime, o il suo mantenimento, è stare in silenzio.
Quello di domenica non sarà un voto per il centrosinistra o per il centrodestra, ma per una riforma che, se attuata in questa maniera, può influire in maniera pesantissima sulle nostre vite future. Un cambiamento della Costituzione, un suo ammodernamento è auspicabile, ma non in questi termini. E dire che, se vincesse il Si, poi verrebbe aperto un dialogo, è una falsità abominevole, da rigettare con forza. Così come và rigettata questa manomissione unilaterale della Costituzione .
Spero vinca il No, e poi che si apra pure un tavolo per una riforma decisa da tutti. Buonanotte..
 
Ps: avrei voluto essere più chiaro e meno prolisso, ma è tardi..

kenigma // 01:53 // commenti (2)


[ mercoledì, 07 giugno 2006 ]


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Grande Gods of Metal, un concerto stupendo.. Appena avrò il tempo scriverò qualcosa a riguardo, nel frattempo cerco di mettere qualche foto fatta da me, come questa con il grande Chino.. Anzi, solo il link..Guardate, guardate..

http://wm.email.it/webmail/wm_5/download.php?us=dGhla2xvd24wMEBlbWFpbC5pdA==&folder=inbox&ix=0&attach=0&sid={4120948174486B17EEF44A-4486B17F00043-1149677951}&pag=1

 


kenigma // 13:02 // commenti (4)





Travaglio: regime nell'informazione?


Ascoltate, è importante... Per capire.



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