[ lunedì, 27 febbraio 2006 ]


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kenigma // 09:46 // commenti (2)


[ sabato, 25 febbraio 2006 ]


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Hola.. attenzione attenzione....

da disinformazione.it:

Il Pentagono ha messo a punto un'intera strategia per controllare internet e il libero fluire delle informazioni. Il piano compare in un documento recentemente divenuto accessibile, “The Information Operations Roadmap”, che è stato consultato sotto la FOIA (Freedom of Information Act) e svelato in un articolo alla BBC. Il Pentagono vede internet nei termini di un avversario militare che rappresenta una minaccia vitale alla sua affermata missione di dominio globale. Ciò spiega il linguaggio conflittuale del documento che parla di “combattere la rete”; sottintendendo che internet è l'equivalente di “un'arma del nemico".

Continuiamo..

Qua estrapolo qualche riga da un articolo letto sulla Nuova Sardegna di Venerdì 24, scritto da Giorgio Ricordy, intitolato “I risparmi del cavaliere”..

 

 

 

Il pezzo smentisce quanto da sempre sostenuto da Berlusconi, e cioè che la discesa in politica gli abbia portato grosse perdite finanziarie, causate dal trascurare gli affari. In realtà, i dividendi Fininvest del 2005 toccati al presidente del consiglio ammontano a 141 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.

 

Il suo gruppo, che nel 1994, anno dell’esordio in politica, era sull’orlo del collasso, con le casse prosciugate e debiti per 108 milioni, oggi dispone di una liquidità di oltre 300 milioni, ha un patrimonio di quasi un miliardo e nemmeno un euro di debito: l’utile Fininvest 2005 è stato di 172,9 milioni, oltre 20 milioni in più rispetto all’anno prima, in un periodo in cui l’economia nazionale è andata a picco.

 

Ma le soddisfazioni del presidente del consiglio non si fermano qui: grazie alle riforme fiscali variate dal suo governo, la tassazione di quel dividendo sarà di circa 7 milioni di euro più bassa di quella che sarebbe stata senza i cambiamenti di Tremonti. Con il sistema di tassazione attuale, un professionista che ricavi dal suo lavoro 100.000 euro l’anno, è tenuto a trasferirne al fisco ( senza calcolare le eventuali deduzioni) circa 35.000 euro, pari al 34% dei suoi introiti. Un impiegato o un operaio che ne guadagna 50.000 ne versa al fisco un po’ meno di 15.000 ( il 30%). Con 30.000 euro, si paga il 24%  ( 7.300 euro). Il presidente del consiglio, azionista di maggioranza di Fininvest, sui 141 milioni di euro dei suoi dividendi pagherà il17%. In altre parole, chi vive del proprio lavoro paga – come sembra giusto- percentuali di imposta crescenti man mano che cresce il suo reddito, mentre un signore che, senza muovere un dito, incassa in due ore più di quanto un modesto contribuente guadagna in un anno, paga la metà di quanto paga l’altro. È questa la normativa che regola la tassazione delle rendite finanziarie. Nella legislatura passata il governo cercò di sistemare la confusione, introducendo un sistema di tassazione che ha eliminato le numerose possibilità prima esistenti di eluderla totalmente. Poi, i tentativi di portarla al livello degli altri paesi europei sono stati respinti senza appello da Berlusconi e da Tremonti il quale, nel 2004, varò un’ulteriore riforma che fu presentata come un inasprimento della severità del fisco, ma che in realtà ha esercitato la sua asprezza solo sui piccoli azionisti. I dividendi di Berlusconi, che con la vecchia norma, non sarebbero stati tassati al 17 bensì al 21% ( al 22% se non fosse stato varato il cosiddetto “secondo modulo” della riforma  Irpef).

 

Facendo un po’ di conti, con la normativa pre-Tremonti, sui 141 milioni di euro di dividendi berlusconiani sarebbe stato applicato un credito di imposta del 51,51% e sulla nuova quota rimanente sarebbe stata l’aliquota del 46% : l’ammontare dell’assegno da versare al fisco sarebbe stato, perciò, di circa 31 milioni e mezzo. Viceversa, dopo le riforme di Tremonti che hanno ridotto l’aliquota Irpef e modificato la tassazione dei dividendi, la somma da pagare sarà data dal 43% applicato al 40% dei dividendi, quindi poco più di 24 milioni. Il risparmio netto supera, quindi, i 7 milioni di euro. Una cifra insignificante per i bilanci del nostro presidente del consiglio, ma forse basta per darci un esempio di come, chi è al governo, sappia accortamente proteggere i propri interessi.

 


kenigma // 19:02 // commenti (1)


[ martedì, 21 febbraio 2006 ]


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Buondì... Posto una serie di vignette carine..

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kenigma // 09:16 // commenti (4)


[ sabato, 18 febbraio 2006 ]


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Ecco cosa organizzano le più grandi società informatiche del mondo.. Ci vogliono fregare tutti.. Controllo e monitoraggio forzato travestito da sicurezza.. Occhio

. Cos'è il 'TC', questo business che si occupa di 'trusted computing' (informatica sicura/fidata) ?

Il Trusted Computing Group (TCG) è un alleanza di Microsoft, Intel, IBM, HP ed AMD per promuovere per computer più 'sicuri'. La loro definizione di sicurezza è controversa; macchine costruite rispettando le loro specifiche saranno più 'fidate' dal punto di vista dei venditori di software e di contenuti, ma lo sarebbe meno dal punto di vista dei proprietari dei computer stessi. A tutti gli effetti, le specifiche TCG, trasferiranno il controllo definitivo del tuo computer da te stesso a chiunque abbia scritto il software che utilizzi. (Molto di più di ciò che succede ora.)

Il progetto TCG è conosciuto con vari nomi. `Trusted computing' è stato il primo ed è tutt'ora utilizzato da IBM, mentre Microsoft lo definisce `trustworthy computing' e la Free Software Foundation `treacherous computing' (informatica traditrice). D'ora in avanti lo chiameremo TC in modo che ciascuno possa pronunciarlo come meglio vuole. Altre definizioni che potrai incontrare includono il TCPA (era il nome del TCG prima che questo lo incorporasse dopo cambio organizzativo), Palladium (il vecchio nome dato da Microsoft alla sua versione da rilasciare nel 2004) e NGSCB (il nuovo nome usato da Microsoft). Intel ha appena iniziato a chiamare ciò `safer computing' (informatica sicura). Molti osservatori sono convinti che questa confusione sia voluta - i promotori vogliono deviare l'attenzione da quello che TC realmente fa.

2. Quali sono le funzioni del TC in parole povere?

La funzione principale di questo sistema è di fornire una piattaforma informatica che non permetta di modificare i programmi utilizzati dall'utente. Le applicazioni che gireranno su questo sistema, inoltre, saranno in grado di comunicare in modo sicuro col produttore. L'obiettivo originale era quello di gestire il copyright per i beni digitali. Il digital rights management (DRM): Disney sarà in grado di vendere DVD che saranno leggibili solo al momento dell'esecuzione su una piattaforma TC, ma che non sarà possibile copiare. Anche l'industria della musica sarà in grado di vendere brani scaricabili da Internet che non sarà possibile copiare. Sarà possibile vendere CD che l'acquirente potrà ascoltare solo tre volte, oppure solo nel giorno del tuo compleanno. Si apriranno un'infinità di nuove vie per il marketing di beni e servizi.

Il TC renderà molto difficile utilizzare software senza licenza. Nonostante Microsoft abbia più volte negato ciò, al WEIS 2003 un senior Microsoft manager ha rifiutato di negare che combattere la pirateria fosse un obiettivo: 'Aiutare la gente ad utilizzare software rubato non è esattamente il nostro scopo di vita', ha affermato. I meccanismi ora proposti sono sottili. TC proteggerà il sistema di registrazione di modo che il software non licenziato venga escluso dal nuovo ambiente. Inoltre , le applicazioni TC funzioneranno meglio con le altre applicazioni TC, in modo che le persone non possano ottenere il massimo dalle applicazioni non-TC (comprese quelle pirata). Inoltre alcune applicazioni TC potranno rifiutare dati da vecchie applicazioni i cui numeri di serie siano stati registrati in apposite blacklist. Per esempio se Microsoft crede che la tua copia di Office sia una copia pirata, e il tuo comune adotta il TC, allora i documenti che ti può capitare di scambiare con l'amministrazione possono non essere leggibili. TC permetterà anche di rendere più semplice la possibilità di affittare il software anzichè acquistarlo; e se decidi di smettere di pagare l'affitto ciò non solo farà si che il software smetta di funzionare ma questo potrà succedere pure ai file che hai creato tramite esso. Cosi se smetti di pagare gli aggiornamenti a Media Player puoi perdere l'accesso a tutta la musica che hai acquistato nel corso del suo utilizzo. Bill Gates ha sognato per anni di trovare il modo per far si che i Cinesi paghino per il software: il TC potrebbe essere la risposta alle sue preghiere.

Ci sono molte altre possibilità: i Governi potranno far si che tutti i documenti Word creati sui PC dell'amministrazione siano classificati come `riservati' e non possano essere forniti elettronicamente ai giornalisti. I siti d'Aste potrebbero forzare gli utenti ad utilizzare software considerato sicuro per le offerte, in modo da impedire offerte 'tattiche' durante l'asta. I "trucchi" ai videogames potrebbero essere resi molto più difficili.

Ci sono però, altri aspetti: TC può supportare una una censura da remoto. Nella forma più semplice questo potrà servire per progettare applicazioni in grado di eliminare la musica piratata. Per esempio una canzone che provenga da un server TC e sia disponibile sul web come mp3 potrà essere riconosciuta tramite un watermark (marchio digitale), trasmessa la sua presenza al server remoto, dopodichè verranno emanate le istruzioni per la sua rimozione (cosi come quella di altro materiale presente su quella macchina). Questo modello di business denominato 'traitor tracing' (tracciare i traditori) è stato studiato estensivamente da Microsoft (ed altri). In generale, oggetti digitali creati usando TC rimarrano sotto il controllo dei creatori piuttosto che sotto il controllo della persona che è proprietaria della macchina su cui sono presenti il quel momento. Così chiunque scriva un articolo che un tribunale decida essere diffamatorio potrà essere obbligato a censurarlo - e l'azienda di software che abbia prodotto il word processor utilizzato per scriverlo potrà essere obbligata ad eliminarlo nel caso l'autore rifiuti. Dato ciò possiamo attenderci che TC possa essere utilizzato per sopprimere qualsiasi cosa dalla pornografia a scritti che critichino leader politici. Per il mondo del business questa funzionalità è importante perchè può rendere molto difficile per l'utente passare ad un prodotto della concorrenza. Ad un livello elementare Word potrà criptare tutti i tuoi documenti adottando chiavi cui solo i prodotti Microsoft abbiano accesso. Ciò significa che sarà possibile leggerli esclusivamente utilizzando prodotti Microsoft e non con qualsiasi elaboratore di testi concorrente. Questo spudorato lock-in (blocco) dei consumatori potrà essere proibito dalle autorità che regolano la concorrenza ma ci sono altre strategie di lock-in più sottili che sono molto più difficile da verificare (ne parlerò più avanti).

3. In questo modo non potrò più ascoltare gli MP3 sul mio PC?

Con gli attuali MP3, dovrebbe essere possibile per i primi tempi. Microsoft afferma che TC non farà cessare il funzionamento di nulla dall'oggi al domani. Ma un recente aggiornamento a Windows Media Player ha causato una controversia dovuta al fatto che gli utenti devono accettare future misure anti-pirateria non meglio specificate, tali misure potrebbero includere misure che cancellino contenuti 'piratati' che venissero rinvenuti sul tuo computer. Bisogna aggiungere che alcuni programmi che permettono agli utenti un maggiore controllo del pc (come VMware e Total Recorder) probabilmente non saranno ammessi tra quelli funzionanti sulla piattaforma TC. Così potrebbe essere necessario utilizzare un diverso lettore di mp3 - in grado di leggere MP3 piratati, ma allora esso non sarà tra i software ammessi fra quelli del TC.

E' a discrezione di un'applicazione definire le politiche di sicurezza per i propri file, utilizzando un server remoto accessibile attraverso Internet, per la gestione di tali politiche. In questo modo il Media Player potrà determinare a quali condizioni sono sottoposti i titoli protetti, c'è da aspettarsi che Microsoft metta in atto ogni tipo di accordi con i fornitori di contenuti, che sperimenteranno le strategie più stravaganti. Sarà possibile ottenere CD ad un terzo del prezzo ma che si potranno ascoltare solo 3 volte; pagando i rimanenti due terzi si otterranno i diritti completi. Sarà possibile prestare musica ad un amico ma la tua copia di backup non funzionerà finchè il tuo amico non ti restituirà la copia principale. Oppure, più probabilmente, non sarà possibile prestare musica in nessun caso. Queste politiche renderanno la vita difficile per qualcuno; per esempio una codifica regionale potrebbe impedire di guardare la versione Polacca di un film se il tuo PC è stato acquistato fuori dall'Europa.

Tutto questo potrebbe essere già fatto oggi - a Microsoft servirebbe solo poter scaricare la nuova patch nel tuo media player - e una volta che TC rendesse difficile per i singoli gestire il proprio software lettore di mp3, sarà più facile per Microsoft e l'industria della musica controllare gli aggiornamenti e le patch. Sarà più difficile sfuggire al sistema. Il controllo del software per il media player è così importante che l'antitrust dell'Unione Europea sta proponendo di penalizzare Microsoft per i suoi comportamenti anticompetitivi obbligandola a scorporare il Media Player oppure di includere i sistemi dei concorrenti entro Windows.
TC aumenterà enormemente le modalità di controllo dei media.

Un futuro simile a quello auspicato da Orwell si fà sempre più vicino..


kenigma // 18:32 // commenti (3)


[ martedì, 14 febbraio 2006 ]


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Hola.. Avevo scritto qst post qualche giorno fa, ma lo pubblico solo ora..   

 

A quanto pare la pubblicazione di 12 vignette satiriche che prendono in giro Maometto non sono andate giù a molti fedeli islamici.. Anzi, diciamo che si sono incazzati sul serio. Gli attacchi contro ambasciate e sedi umanitarie europee che si sono susseguiti in questi giorni testimoniano quale sia lo stato d’animo dei credenti nell’Islam, che hanno visto la loro violenza culminare con l’uccisione, in Turchia, di un prete italiano, residente nel paese ormai da anni e con alle spalle una vita a far del bene al prossimo, cristiano i islamico che fosse. Assistendo a tutto questo clamore, a tutta questa violenza, sorge spontanea una domanda: perché? Era necessario arrivare a questo punto?

Le vignette incriminate sono state pubblicate da un piccolo giornale danese il 30 settembre, con l’intento di suscitare scalpore; intento fallito. Poco tempo dopo, l’iniziativa è stata ripresa da un settimanale, con una tiratura di copie più alta. La cosa è stata visionata da un pubblico più numeroso, e si è cominciato a parlarne, creando un clamore sempre più grande che è sfociato negli episodi e nelle manifestazioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti, complice anche la ripubblicazione da parte di altre testate giornalistiche europee.

Si sentiva il bisogno di dar fuoco alle polveri in questa maniera?

Da una parte abbiamo la reazione degli islamici. Esagerata, senza dubbio. Nonostante loro considerino l’accaduto un’offesa gravissima, questo tipo di violenza non è mai giustificabile, e tanto meno legittima. Una reazione che agli occhi dei più non è spiegabile, perché è difficile, per una “civiltà” come la nostra, comprendere una rabbia per motivi religiosi. Ma nella loro cultura il credo religioso ha un’importanza basilare. E allora, sapendo che i fedeli islamici sono tanto sensibili a queste tematiche, perché provocarli? Mi sembra un azzardo inutile. Sarebbe ancora più azzardato, però, considerare la violenza come reazione di tutto il popolo islamico. Quella che arriva ad attaccare ambasciate e uccidere è solo una piccola parte, non si deve generalizzare, è pericoloso.

Allora, perché si è arrivato a questo?

Per vari motivi (secondo me); vediamone due.

Da una parte, per la sete di popolarità di una testata giornalistica, attirata dal clamore che una tale pubblicazione avrebbe suscitato e accecata dalla fama prospettata all’orizzonte, sulla scia del detto “Non importa come, l’importante è che se ne parli”.

Dall’altra, ed è la parte più inquietante, dalla volontà di gruppi arabi di cavalcare l’onda e dar vita a massicci movimenti anti-europei e, di riflesso, anti-americani. In questa maniera, si potenzia l’ideale estremista, e ne escono rafforzati anche i governi che della matrice islamica fanno il loro credo. Insomma, ragionamenti contorti e differenti, che hanno in comune l’essere sbagliati e malati. E l’avere creato, come prima conseguenza, un aumento esponenziale dell’intolleranza, da una parte e dall’altra. Con questo, chiudo.

(ci sarebbero molte altre cose da puntualizzare e descrivere, ma… il tempo è quel che è)

Ps: un ultimo ragionamento, un pensiero a tutti i paladini italiani della libertà d’espressione risvegliatisi al rumore della vicenda: la morte della nostrana satira, sparita dalla tv da ormai 5 anni, non vi fa pensare? O la libertà di espressione è un diritto a cui si ricorre solo quando fa più comodo? L’ipocrisia…….

Tra poco Luttazzi terrà uno spettacolo al Teatro Verdi, a Sassari… Almeno là lo si può vedere.


kenigma // 14:46 // commenti (1)


[ giovedì, 09 febbraio 2006 ]


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Tributo a 2Pac...

da rockol.it

Il Madame Tussauds dedica una statua a 2Pac

Il museo delle cere Madame Tussauds di Las Vegas esporrà una statua di Tupac Shakur. Parte della neonata sezione “On stage”, la riproduzione in cera del celebre rapper verrà rivelata al pubblico il prossimo 5 aprile. “Abbiamo ricevuto tantissime richieste per realizzare una statua del compianto artista, più di qualunque altro rapper”, ha dichiarato Adrian Jones, general manager di Madame Tussauds Las Vegas. Shakur è rimasto vittima di una sparatoria proprio sulla famosa “strip” di Las Vegas il 7 settembre 1996.

...e qualche problema per Busta Rhymes

Sparatoria durante le risprese del video di Busta Rhymes

Busta Rhymes è uscito illeso dalla sparatoria avvenuta durante le riprese del suo video a Brooklyn. La mattina del 5 febbraio scorso una troupe e diversi personaggi famosi del mondo della musica si sono ritrovati presso lo studio “Kiss the cactus” di Greenpoint, Brooklyn, per girare il remix del video “Touch it” di Busta Rhymes. La vittima è il 29enne Israel Ramirez, guardia del corpo di Rhymes, incaricato di tenere d’occhio i gioielli del rapper durante le riprese del clip. Non è ancora chiara la dinamica della vicenda, ma la polizia sta tentando d’interrogare tutte le 500 persone presenti nell’area deputata alle riprese del video. In particolare sarebbero interessati a scambiare quattro chiacchere con il rapper Tony Yayo (della G-Unit di 50 Cent), che sarebbe stato il protagonista di un’animata discussione con il produttore del video pochi minuti prima della sparatoria che ha ucciso Ramirez. Ovviamente le riprese sono state sospese. Al remix di “Touch it” dovevano partecipare artisti come DMX, Mary J. Blige, Diddy, Missy Elliott e Rah Diggah.


kenigma // 15:14 // commenti (1)


[ venerdì, 03 febbraio 2006 ]


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Hola.. purtroppo su rockon.it è spuntato anche questo annuncio qua...

Errata Corrige: Nessuna conferma sul cast del FLIPPAUT Festival 2006!

Nessun nome è ancora stato confermato nel cast del Flippaut Festival 2006!



probabilmente la notizia sul cast era trapelata ma gli organizzatori del Flippaut si sono opposti alla sua pubblicazione, dato che i nomi di chi vi partecipa devono restare segreti per ancora qualche mese.. ma resto fiducioso.. Deftones-Dredg-Muse, sarebbe una figata sul serio..

Cambiando argomento, passo a qualcosa di più drammatico.. Riguardo la tragedia di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto in strane circostanze, di cui avevo accennato in un post precedente.. A quanto pare, alcune indiscrezioni dicono alcuni testimoni l'abbiano visto sbattere con violenza la testa su un palo là vicino.. Testimonianze smentite da altri fatti, come l'assenza di pali sporchi di sangue. Il mistero si infittisce, e la vicenda sembra farsi sempre + sporca. Non sembra possibile si sia ucciso da solo, ma pare più probabile sia stato vittima della violenza gratuita di alcuni esponenti delle forze dell'ordine troppo severi, fino all'inverosimile. Sulla vicenda è meglio esprimersi sempre al condizionale, si tratta di sole supposizioni. Per quanto riguarda le indagini vere e proprie, ecco cosa dice la mamma di Federico, dal suo blog ( http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it )...

Teniamo alta l'attenzione

Rispondo a chi mi chiede a che punto siano le indagini: sono partite! Non so dirvi niente di più perchè il lavoro dei giudici è ovviamente segreto. Per il verbale dell'autopsia resta fermo il termine di consegna entro la fine di febbraio, quindi potrebbe essere anche prima. I dati di queste due valutazioni ci daranno una risposta... Se avrò notizie le scriverò immediatamente qui sul blog.

Nel frattempo il Comitato Verità per Aldro continua con le iniziative volte a tenere viva l'attenzione. Ogni sabato pomeriggio è previsto il sit-in in piazza a Ferrara. A questo si aggiungeranno incontri in diverse altre piazze d'Italia. E sono in preparazione concerti e dibattiti sia a Ferrara che a Bologna. Grazie ancora a tutti coloro che chiedono verità e giustizia per Federico.

Saludos..


kenigma // 11:24 // commenti (2)





Travaglio: regime nell'informazione?


Ascoltate, è importante... Per capire.



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